Onestamente non lo so.
Non so se sia amore.
Sicuramente c'è amore, anche.
Quello penso non sia finito mai.
Ma se mi piace tanto la luna, è perchè la sento vicina a me.
Una faccia illuminata, e una oscura.
Mi chiamano pelle di luna.
Ma dovrebbero chiamarmi cuore di luna, parole di luna, mente di luna.
Nella mia testa c'è desiderio di possesso, ma allo stesso tempo gioia per la gioia di chi mi ha detto che non sono abbastanza per rischiare, e..c'è un'altra persona nella sua vita ora..
Volevo tornasse da me, ma..sul suo letto, mentre tradiva il suo nuovo amore con il suo rischioso, doloroso passato, già avvertivo quel senso di asfissia, noia.
Da una parte c'era Biagio Antonacci che chiedeva ma quanto tempo e ancora?
C'era Dolcenera che diceva quanto sarebbe bello potersi dire noi ci vediamo a casa.
C'era Emidio Clementi nella sua stanza 218 che raccontava tutto.
Ora c'è Piero Ciampi, che dice Adius.
C'è Tiromancino che parla di un Bellamore.
Ma..onestamente..non lo so.
Sono storie di abbandono.
Temuto.
Voluto.
Premeditato.
O forse è solo bisogno di casa.
Quella casa.
E per me casa è una persona.
C'è paura.
C'è musica.
Pensieri sfrattati che corrono veloci da un ripostiglio all'altro
venerdì 9 marzo 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Dentro la mia testa
STANZA
218
El Muniria
Ora che non ho fame di parole
avrei bisogno di parole
Parole che scorrano facili
e non inciampino in mezzo alle dita
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Ho chiesto a Dario se vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
Ora che non ho sete di parole
avrei bisogno di parole
Parole che cadano in gola come pioggia calda
Parole che non sbiadiscano sotto questo sole
Mi scrivi per sapere che tempo fa dentro la mia testa
e vorrei risponderti
Dario è partito
Io chiedo in giro se si vede il sole dentro la mia testa
Io sento solo l'aria
che entra da una finestra rotta
Sento solo le mattonelle fredde sotto i piedi
e le pareti che scricchiolano
Sento solo le vene
che finiscono dove finisco io
E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi
E li sento cedere
lunedì 5 marzo 2012
Il mio secondo post.
Premesso che oggi non aggiungerò lamentele riguardanti i miei sentimenti e cose del genere in questo angoletto sperduto tra le maglie della rete (ho faticato un po' a ritrovarlo pure io prima di venire a riempirlo di combinazioni di lettere), ecco, premesso questo, alzo le mani e mi dichiaro consapevole di essere off-topic, perchè è probabile che io stia per lamentarmi ma...devo, devo, devo proprio scriverlo da qualche parte: s o n o s t a t a m o l l a t a.
Sia messo agli atti che a mollarmi è stato un bambino impulsivo che si è dichiarato pentito e che ha riconosciuto di voler tornare sui suoi passi.
Sono però riuscita, attaccandomi a qualche cavillo, a sentirmi in colpa.
Cose da fare con urgenza:
- smettere di sentirmi in colpa
Cose da non dimenticare:
- quando mi ha toccato il braccio e mi ha detto 'mi piaci', e a me veniva solamente da dire 'che ebete' e avevo solo voglia di spostarmi. (Mi sono concessa di ignorarlo, visibilmente imbarazzata, e ho spostato il braccio. Provavo ribrezzo, circa.)
- che a me il ribrezzo veniva pure col mio ex (forse ormai dovrei dire ex-ex) quando accadeva qualcosa che non mi andava; e allora resettavo tutto. Il reset funziona così: è come scappare, correndo molto, molto velocemente, e trovarsi ad un certo punto a dover vedere se si riesce a tornare indietro. E' come un test: se si riesce a tornare indietro, allora la relazione ha un determinato valore per me e ha superato la prova.
Non so se lo rivedrò ancora. Non sento niente, o quasi. Prima mi son vista la faccia allo specchio, e mi sembrava di vedere un buco nero.
Cose da ricordare:
- i fatti miei da marzo 2008 a dicembre 2011 sono qui: http://pessego2.iobloggo.com/
Il mio secondo post è stato alquanto scadente, quindi meglio se finisce qui.
domenica 22 gennaio 2012
Sa di nuovo.
Rimbombano un po' le parole in questo nuovo appartamento. E' ancora molto spoglio.
C'è solo una poltrona: mi siedo e scrivo.
C'è solo una poltrona: mi siedo e scrivo.
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